www.TheosophyOnline.com
Universal brotherhood, planetary citizenship and the search for eternal wisdom are among the central
ideas inspiring this website.Studying the original teachings of the modern theosophical movement
is a means to achieve such goals. Visit the website www.CarlosCardosoAveline.com
Write to our contact email: Indelodge@gmail.com . Read about our E-Group: E-Theosophy




Discepolato nel 21 Secolo

Come Avvicinarsi alla Porta dell’Apprendimento Interiore


Carlos Cardoso Aveline




L’Himalaya: un dipinto di Nicholas Roerich




Può valere la pena studiare il processo del discepolato. Ci sono anche ragioni per investigare le relazioni magnetiche sottili e le comunicazioni non verbali tra gli Insegnanti Adepti dell’Himalaya, o alcuni Adepti Occidentali, e i loro discepoli laici e aspiranti della Verità in tutto il mondo.

Il movimento teosofico è stato concepito e creato durante i decenni del 1870 e del 1880 da H.P. Blavatsky e diversi Maestri, con l’assistenza di molti discepoli e aspiranti in diversi continenti.

Fin dal primo momento, la struttura interna del movimento è stata disegnata in modo tale da avere un nucleo centrale di aspiranti sinceri ad un apprendimento superiore, affinché questo nucleo sia capace di vivere al livello spirituale. Diversamente, esso può solo sperimentare la vita esteriore, meccanica di un “guscio”.

Effettivamente, la storia ha provato ancora una volta che in assenza di un gruppo interiore con persone impegnate nel processo del discepolato, il movimento è a stento più che un cadavere. Ma cosa intendiamo esattamente, quando usiamo la parola “discepolato”?

Se vediamo l’idea di essere un discepolo come uno status symbol o un segno di raggiungimento personale, allora non c’è affatto bisogno per qualsiasi studente sincero di pensare a questo argomento pericoloso. In questo caso, possiamo solo dire, insieme a molti altri:

“Basta studiare la letteratura della teosofia autentica e provare a essere all’altezza dei suoi principi generali.”

Tuttavia la Verità è frequentemente nascosta sotto la superficie e le apparenze, e il seme del discepolato – con tutte le sue prove – si trova nel cuore del fatto apparentemente semplice di provare a vivere i principi teosofici.

D’altra parte, nel suo significato principale e originario, la parola discepolato indica soltanto un processo di apprendimento – e non ci sono sentimenti di auto-importanza o di auto-realizzazione attribuite ad esso. Quasi allo stesso modo la parola “discepolo” significa solo “un discente”. Per quanto riguarda il termine “disciplina”, esso significa originariamente proprio il complesso di condizioni pratiche necessarie a sviluppare nuove abilità per il discepolo o il discente.

Poiché i discepoli in generale hanno bisogno di insegnanti, un’altra domanda interessante ha a che fare con il nostro atteggiamento verso gli Insegnanti-Adepti e Iniziati. È corretto per noi esercitare la nostra curiosità e riunire le scarse, disseminate informazioni disponibili da fonti attendibili sulla loro esistenza, sul loro lavoro per l’umanità e sui loro discepoli?

Una quantità ragionevole di prove indica che non si ipotizza che gli Insegnanti-Adepti – in diversi modi chiamati Raja-Yogi, Mahatma, Maestri, Adepti, Immortali o Rishi – siano al di là del nostro campo di investigazione cosciente. È chiaro che ognuno può aspirare ad imparare da essi – direttamente o indirettamente. Secondo Robert Crosbie, per esempio, “HPB si dimostrò un vero Insegnante quando disse, ‘Non seguite me né il mio sentiero; seguite il sentiero che indico, i Maestri che sono dietro’.” [1]

Tuttavia, il processo attuale dell’apprendimento spirituale è piuttosto complesso. Il sentiero della probazione non inizia con un Maestro che appare generosamente ad ogni aspirante per fare un annuncio formale. Di regola, le probazioni e i test non devono essere annunciati. Altrimenti, non sarebbero efficaci. Inoltre, la probazione è un fatto naturale, inevitabile, e non qualcosa creato artificialmente per testare questo o quel discepolo. La probazione è il risultato della legge del karma. Ogni porzione di conoscenza, in qualsiasi dipartimento della vita, sempre reca con sé una quantità corrispondente di responsabilità. Ed essere responsabili significa affrontare prove. La probazione, quindi, giunge con il primo passo della ricerca individuale della saggezza, e la sua intensità sarà in proporzione diretta alla serietà di quel passo – e di quelli a seguire.

Lungo il sentiero della Saggezza, lo studente della filosofia esoterica non solo deve evitare i meccanismi emozionali dell’auto-illusione, della paura e dell’ambizione in generale. Egli sarà messo alla prova o tentato da molte forme diverse di errore, la maggior parte delle quali si presenteranno come atteggiamenti perfettamente spirituali o almeno come umanamente accettabili. Più profonda è la conoscenza a cui egli ha accesso, più grandi saranno le prove occulte e “non dichiarate” che egli affronterà.

Egli potrebbe sentirsi completamente solo in certe occasioni – persino disperatamene solo, se gli capita di avere abbastanza coraggio da seguire il proprio cuore. Ma nel tempo più duro, egli – come ogni sincero aspirante alla Verità eterna – sarà più incluso che mai nel vasto campo magnetico che è sempre tenuto sotto l’osservazione generale degli Adepti e dei loro discepoli diretti.

Uno dei Maestri scrisse ad un “chela laico” (un discepolo laico), nel 1882:

“La Natura ha collegato insieme tutte le parti del suo Impero per mezzo di fili sottili di simpatia magnetica, e, c’è una correlazione reciproca persino tra una stella ed un uomo; il pensiero corre più rapido del fluido elettrico, e il vostro pensiero mi troverà se proiettato da un impulso puro (…). Come la luce nella valle scura vista dal montanaro dalle sue vette, ogni pensiero luminoso nella vostra mente, Fratello mio, scintillerà ed attrarrà l’attenzione del vostro distante amico e corrispondente. Se così scopriamo i nostri Alleati naturali nel mondo-Ombra – il vostro mondo e il nostro fuori le mura – ed è la nostra legge avvicinarsi ad ogni individuo tale se ci fosse persino solo il più fievole barlume della vera luce ‘Tathagata’ dentro di lui – allora quanto di gran lunga è più facile per voi attrarci.” [2]

Così, è Loro Legge avvicinarsi ad ogni individuo tale – ovvero, ad ogni Alleato naturale possibile – se ci fosse persino solo il più fievole barlume della vera luce ‘Buddhica’ dentro di lui. Ma i Maestri e i loro discepoli diretti compiono questo avvicinamento ed osservazione in silenzio. Essi sono in contatto con il Sé presente dentro il Cuore e la Mente dell’aspirante – non con il suo guscio esteriore di personalità.

Come, allora, l’Adepto esamina l’Aspirante? Robert Crosbie scrisse: “I Maestri non esaminano i nostri difetti, ma i nostri moventi e sforzi.” [3]

In una delle Lettere, dopo aver menzionato l’esistenza di un uomo “esteriore” come anche di uno “interiore”, un Insegnante-Adepto scrisse:

“Con quello ‘visibile’ non abbiamo niente a che fare. Egli è per noi solo un velo che nasconde agli occhi profani quell’altro ego con la cui evoluzione siamo occupati. Nella rupa esterna fate ciò che volete, pensate ciò che volete: solo quando gli effetti di quell’azione volontaria vengono visti sul corpo del nostro corrispondente – spetta a noi notarlo.” [4]

È ad una dimensione interiore che i Maestri osservano il campo generale collettivo degli aspiranti e, con poche eccezioni, la loro osservazione non può essere percepita né “rilevata” dagli studenti osservati. Ci vuole di solito molto tempo per il cercatore della Verità arrivare a quel momento speciale così descritto ne “La Voce del Silenzio”:

“Riduci al silenzio i tuoi pensieri e fissa la tua completa attenzione sul tuo Maestro, che ancora non vedi, ma che percepisci.”

E di più:

“Fondi in un unico senso i tuoi sensi, se vuoi essere sicuro contro il nemico. È soltanto per mezzo di questo senso che giace celato dentro la cavità del tuo cervello, che il ripido sentiero che conduce al tuo Maestro può essere svelato agli occhi offuscati della tua Anima.” [5]

Le Lettere dei Mahatma e altri testi classici suggeriscono che nella maggior parte dei casi i Maestri osserveranno ed aiuteranno l’Aspirante per un tempo molto lungo prima che egli possa percepire la sottile presenza di un insegnante. Il tempo cronologico non è importante, ma questa osservazione non percepita può protrarsi per alcune vite, mentre il vero fondamento del discepolato - una più forte relazione tra le successive anime mortali dello studente e la sua unica Monade - viene costruita. Dopo questo, l’Aspirante generalmente sviluppa l’abilità di percepire l’influenza sottile, non-verbale del Maestro nella sua vita – ed egli può persino interagire consciamente con essa in un modo astratto, senza immagini o parole. Ma questo accade spesso molto tempo prima che sarà capace di ascoltare o vedere il suo Insegnante.

Riferendosi ai Maestri e all’aiuto silenzioso che garantiscono agli aspiranti in tutto il mondo, William Q. Judge scrisse:

“Essi hanno anche affermato che non si fanno conoscere oggettivamente a quelli che credono in loro eccetto in quei casi in cui quei credenti sono pronti in tutte le parti della loro natura, si sono promessi definitivamente a loro, con la piena comprensione del significato dell’impegno. Ma essi hanno anche affermato che aiutano tutti i cercatori seri della verità, e che non è necessario per quei cercatori di sapere da dove giunge l’aiuto fintanto che viene ricevuto. (…) Personalmente so che i Maestri davvero aiutano potentemente, sebbene non visti, tutti coloro che lavorano seriamente e hanno sinceramente fiducia nella loro natura superiore, mentre seguono la voce della coscienza senza dubbio o cavillo.” [6]

Cos’è che determina la distanza effettiva tra ogni aspirante e gli Adepti? Va detto che è soltanto una distanza vibratoria. È una mancanza di affinità negli andamenti vibratori, dal momento che le distanze geografiche non esistono per la coscienza dei Maestri e dei loro discepoli diretti. Tale distanza è creata dalla nostra stessa ignoranza - non dai Maestri.
Uno dei Mahatma scrisse ad un discepolo laico:

“Posso avvicinarmi maggiormente a voi, ma voi dovete attrarmi per mezzo di un cuore purificato ed una volontà che si sviluppa gradatamente. Come l’ago, l’adepto segue le sue attrazioni.” [7]

Ogni aspirante deve trovare in sé stesso una via per abbreviare la distanza interiore tra lui e il Dharma o Insegnamento. Nel cuore silenzioso dell’Insegnamento, come nella meditazione, egli può trovare, in parte, l’andamento vibratorio degli Insegnanti. Ma questo non è abbastanza. In quale altro modo, quindi, può egli avvicinarsi di più alla Sorgente?

Un Mahatma scrisse qualcosa di particolarmente significativo per gli aspiranti che vivono nel 21° secolo:

“Guardatevi attorno, amico mio: osservate i ‘tre veleni’ che infuriano nel cuore dell’uomo – l’ira, l’avidità, l’illusione, e le cinque tenebre – l’invidia, la passione, l’irresolutezza, la pigrizia, e lo scetticismo – che gli impediscono sempre di scorgere la verità. Essi non si libereranno mai dall’inquinamento dei loro cuori vanitosi, perversi, né percepiranno la porzione spirituale di loro stessi. Non cercherete - per abbreviare la distanza tra noi - di districarvi dalla rete della vita e della morte in cui essi sono tutti impigliati (...)?” [8]

Spetta ad ogni studente dire se accetta questo invito e prende le misure necessarie per liberarsi da obiettivi e impegni a breve termine. Non c’è fretta, però: il lavoro dei Maestri è un processo a lungo termine.

Sebbene le condizioni generali siano cambiate dai tempi di HPB, c’è ancora un collegamento magnetico permanente, ordinario tra l’Insegnamento, i suoi Studenti e i Maestri, come possiamo vedere nelle “Lettere dei Mahatma”.

Una delle lettere dei Mahatma è composta da un promemoria, e il capo numero III del documento dice:

“Possiamo dirigere e guidare i loro sforzi e il movimento, in generale. Sebbene separati dal vostro mondo di azione non siamo tuttavia completamente staccati da esso purché la Società Teosofica     esista.” [9]

L’espressione sopra “Società Teosofica” può essere ragionevolmente identificata con “Movimento Teosofico”, al giorno d’oggi.

La stessa idea di un lavoro a lungo termine appare in un’altra Lettera:

“…Non possiamo acconsentire a inondare eccessivamente il mondo a rischio di affogarli, con una dottrina che deve essere emessa con cautela, ed a poco a poco come un tonificante troppo energico che può uccidere come curare (….). La Società non morirà mai come istituzione, sebbene possano farlo rami e individui in essa.” [10] (Qui, di nuovo, il termine “Società” dovrebbe essere compreso come “Movimento”.)

Quanto al fatto che i Mahatma tengono sotto la loro osservazione il campo magnetico generale – o le luci buddhiche – degli aspiranti sinceri della Verità e del discepolato, è interessante fare attenzione a queste parole di Robert Crosbie:

“…Quei Grandi che so che esistono vedono ogni serio discepolo dal cuore puro, e sono pronti a dare una mandata alla chiave della conoscenza quando nel progresso del discepolo il tempo è maturo. Nessuno che si sforza di percorrere il sentiero è lasciato senza aiuto; i Grandi vedono la sua ‘luce’, e gli viene fornito ciò di cui si ha bisogno per il suo migliore sviluppo. Questa luce non è mera immagine poetica, ma è reale, e il suo carattere denota la propria condizione spirituale; non ci sono veli su quel piano di visione. L’aiuto deve essere di quella natura che lascia perfetta libertà di pensiero ed azione; altrimenti, le lezioni non si imparerebbero.” [11]

Secondo HPB, “il paradosso sembrerebbe essere il linguaggio naturale dell’occultismo” [12], e l’aiuto dato dai Maestri è un esempio di questo. Nessuno è lasciato senza aiuto: ma per meritare effettivamente aiuto, ognuno deve – da qui il paradosso – prendere piena responsabilità per il suo stesso cammino lungo il sentiero. Un’azione indipendente è quindi d’importanza fondamentale per meritare e ricevere assistenza.

Una volta che questo principio di base è accettato, un’altra domanda emerge: quanto lontano può andare l’aspirante nel suo progresso interiore? Quali sono i limiti della sua crescita? Non c’è una risposta facile a questo. L’apprendimento occulto è un processo multidimensionale. Esso dipende da molti elementi interattivi, dinamici. Tuttavia, alcuni di questi fattori possono essere nominati ed esaminati.

1) Uno di essi è la “marea” sempre mutevole del karma collettivo.

Le condizioni del karma collettivo stanno sempre ad aiutare o ad ostacolare in numerosi modi il processo di apprendimento. Dobbiamo ricordare, però, che nei momenti difficili sforzi più grandi sono soliti essere più gratificanti. L’aspirante dovrebbe essere capace di vedere un’opportunità in ogni nuovo ostacolo. C’è una legge di simmetria, per mezzo della quale gli ostacoli esteriori creano delle opportunità interiori, e i miglioramenti esteriori provocano pericoli. “La Voce del Silenzio” dice circa la “Sala dell’Apprendimento Probatorio”: “In essa la tua Anima troverà i fiori della vita, ma sotto ogni fiore un serpente attorcigliato.” [13]

Quanto ai momenti difficili, un Adepto-Insegnante scrisse, in una lettera a Francesca Arundale: “Ah! Se i vostri occhi fossero aperti, potreste vedere giacere una tale prospettiva di benedizioni potenziali per voi stessi e per l’umanità nel germe dello sforzo dell’ora corrente, che incendierebbe con gioia e zelo le vostre anime! Sforzatevi, verso la Luce, tutti voi guerrieri coraggiosi per la Verità…” [14]

2) Un altro fattore è lo sfondo karmico dello studente, ed anche la sua situazione karmica attuale, con i suoi ostacoli e opportunità.

Più l’anima ha precedentemente accumulato risorse karmiche a lungo termine, migliori e più forti mezzi essa avrà per affrontare le sfide correnti, e più forza per sviluppare un’azione decisiva nella giusta direzione. Questo sfondo include la quantità di sviluppo già raggiunto nelle paramita della perfezione. Esse sono: Dana, o carità e amore immortale; Shila, armonia tra parole e azioni; Kshanti, una pazienza incrollabile; Viraga o indifferenza al piacere e al dolore; Virya, un’impavida energia verso la via della Verità; Dhyana o continua contemplazione interiore; e infine Prajna, la chiave unificante che fa diventare un uomo un Bodhisattva. [15]

3) Un terzo elemento che conduce ad un apprendimento migliore è l’intensità degli sforzi fatti dall’aspirante.

Nel Dicembre 1880, H.P. Blavatsky pubblicò nella sua rivista The Theosophist queste parole di Thomas Taylor, il pensatore platonico:

“Poco apprendimento è una cosa pericolosa,
Bevi profondamente, o non assaggiare la fonte PLATONICA;
Sorsi poco profondi intossicano il cervello,
E bere ampiamente ci fa rinsavire di nuovo.” [16]

Corrispondentemente, nell’ Apocalisse del Nuovo Testamento troviamo: “…poiché siete tiepidi, né caldi né freddi, sto per sputarvi dalla mia bocca” (Capitolo 3: 14-16). Questa idea è in relazione anche con Matteo, 6:24: “Nessuno può servire due padroni; perché o amerà l’uno e odierà l’altro; oppure preferirà il primo e disprezzerà il secondo. Non potete servire Dio e Mammona.”

4) Poi abbiamo la sostenibilità degli sforzi fatti dallo studente.

La sostenibilità a lungo-termine e la resistenza ai test sembrano essere persino più importanti di una grande intensità nella ricerca della verità. I migliori risultati sono a lungo termine, ed hanno bisogno di sforzi a lungo termine per maturare. È meglio avere un lento processo di accelerazione sostenibile nei nostri sforzi che un entusiasmo improvviso nato dall’auto-illusione. Gli entusiasmi passeggeri non sono solo fuorvianti: essi sono segni forti di superficialità nei nostri impegni.

5) Un fattore chiave è la purezza dei moventi dello studente.

Robert Crosbie scrisse:

“Molto spesso il movente apparente non è quello reale, e in questo ci inganniamo frequentemente. Anche l’ambizione entra in gioco; il desiderio per l’approvazione dei nostri compagni può annuvolare la nostra visione nel nostro sforzo di mantenerla. Ci sono molte tentazioni, alcune delle quali possono giungere travestite come angeli di luce.” [17]

I nostri pensieri e le nostre intenzioni sono fondate e vivono in parecchi livelli differenti di coscienza. Ci sono intenzioni che sono dichiarate apertamente. Altre intenzioni sono consce ma non dichiarate. Ci sono anche moventi subconsci e inconsci, che emergono da antiche abitudini e dagli istinti dell’ “anima animale”, kama-manas. E ci sono intenzioni superiori, più nobili, “sopraconsce” che giungono dal sé superiore. Dobbiamo diventare gradualmente consci di tutti questi tipi e livelli di moventi nelle nostre vite. Imparando ad ascoltare la voce del silenzio nel nostro cuore, tutte le intenzioni più piccole sono raccolte insieme davanti al nostro occhio della mente e vengono comprese gradualmente, e in seguito purificate e controllate. L’auto-osservazione, fatta dal punto di vista delle nostre potenzialità superiori, sottopone i nostri desideri personali alla volontà attiva del vero sé.

6) È importante esaminare su quali livelli di coscienza viene compiuta la maggior parte dello sforzo.

Studiare le opere di HPB solo sul piano mentale tende a creare orgoglio, un sentimento di importanza di sé e altri sintomi di un apprendimento limitato alle parole. Ma se gli studenti vanno oltre questo, ascoltando il silenzio e prendendo coraggio per sfidare le routine di ogni giorno dai punti di vista suggeriti dalla saggezza che apprendono, allora l’intuizione li assisterà e il processo dell’apprendimento diventerà sempre più ampio e profondo.

7) Infine, il grado di espansione nella sua percezione di spazio e tempo.

Questa è la capacità dell’aspirante di identificare se stesso con il tempo eterno e lo spazio infinito. All’inizio può giungere come un processo intellettuale/filosofico, attraverso il calmo studio della “Dottrina Segreta” e altre opere. Ma gradualmente lo studente svilupperà una relazione interiore, contemplativa con i cicli più grandi dello spazio/tempo, in modo che riconoscerà se stesso come è: solo un passeggero frammento microcosmico “individualizzato” e “personalizzato” di quell’illimitato spazio/tempo. Così egli conseguirà una prospettiva crescente del lavoro degli Adepti e degli Iniziati per l’umanità. Egli imparerà di più circa la loro influenza sull’evoluzione umana lungo molti secoli e attraverso differenti religioni, filosofie e scienze.

Quanto alla storia umana, un Adepto-Insegnante scrisse ad Allan O. Hume nel 1880:

“Delle tue molte domande discuteremo prima, per favore, quella relativa al presunto fallimento della ‘Fraternità’ di ‘lasciare qualsiasi segno sulla storia del mondo’. (…) Come sai che non hanno lasciato un tale segno? (…) La prima condizione per il loro successo fu, che essi non dovrebbero mai essere sorvegliati o ostacolati. Loro sanno quello che hanno fatto; tutto quello che coloro al di fuori del loro cerchio potevano percepire erano i risultati, le cui cause erano mascherate alla vista. (…)”

E il Maestro continua:

“Non c’è mai stato un tempo dentro o prima del cosiddetto periodo storico quando i nostri predecessori non stavano modellando gli eventi e ‘facendo la storia’, i cui fatti sono stati successivamente ed immancabilmente distorti dagli ‘storici’ per adattarsi ai loro pregiudizi contemporanei. Sei completamente sicuro che le figure eroiche visibili nei drammi successivi non fossero spesso che loro burattini? Non abbiamo mai preteso di essere capaci di tirare le nazioni in massa verso questa o quella crisi a dispetto della tendenza generale delle relazioni cosmiche del mondo. I cicli devono eseguire i loro giri. Periodi di luce e oscurità mentale e morale si succedono l’un l’altro, come il giorno e la notte. Gli yuga maggiori e minori devono essere portati a termine secondo l’ordine stabilito delle cose. E noi, generati lungo la possente marea, possiamo solo modificare e dirigere alcuni dei suoi effetti minori. Se avessimo i poteri dell’immaginario Dio Personale, e se le leggi universali ed immutabili fossero solo giochi con cui giocare, allora davvero potremmo aver creato condizioni che avrebbero trasformato questa terra in un’Arcadia per anime nobili. Ma avendo a che fare con una Legge immutabile, essendo noi stessi le sue creature, abbiamo dovuto fare quello che potevamo e riposare riconoscenti. Ci sono stati tempi in cui ‘una porzione considerevole di menti illuminate’ venivano istruite nelle nostre scuole. Tali tempi vi furono in India, Persia, Egitto, Grecia e Roma. (…)” [18]

Quando lo studente impara gradualmente a comprendere il sacro lavoro a lungo termine fatto dai Mahatma per il bene dell’umanità, non può evitare di abbandonare le sue preoccupazioni personali e gli obiettivi a breve termine. Tutte queste perdono il loro significato e la loro importanza appena lo studente vede il periodo di tempo più lungo, illimitato dell’evoluzione umana.

Allora egli sarà capace di offrire i suoi sforzi alla sua stessa Monade reincarnante, nel tempio interiore della sua coscienza superiore. O al suo Maestro. E dentro il piccolo cerchio delle sue possibilità, egli accetterà il fatto che è corresponsabile per il futuro del movimento teosofico – uno strumento collettivo per l’evoluzione umana – ed egli proverà ad AGIRE DI CONSEGUENZA.


NOTE:

[1] “The Friendly Philosopher”, Robert Crosbie, The Theosophy Company, L.A. and N.Y.C., 1945, vedi p. 373.
 
[2] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, trascritte da A. T. Barker, edizione facsimile, Theosophical University Press, Pasadena, CA, 1992, 493 pp., vedi Lettera XLV, pp. 267-268. Versione Italiana, “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. I, E.T.I., Lettera 45, p. 386.
 
[3] “The Friendly Philosopher”, Robert Crosbie, The Theosophy Company, L.A. and N.Y.C., USA, 1945, 415 pp., vedi p. 39.
 
[4] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, Lettera XLIII, pp. 259-260. ; “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. I, E.T.I., Lettera 43, p. 375.
 
[5] “The Voice of the Silence”, H.P. Blavatsky, Theosophy Co., Fragment I, pp. 17-18.
 
[6] “Forum Answers” di William Q. Judge, ristampato da The Theosophical Forum (1889-1896), The Theosophy Co., Los Angeles, 1982, 141 pp., vedi pp. 75-76.
 
[7] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, Letter XLV, p. 266. ; “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. I, E.T.I., Lettera 45, p. 384.
 
[8] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, Letter XLV, pp. 264-265. ; “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. I, E.T.I., Lettera 45, p. 382.
 
[9] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, Letter LXXVIII, p. 378. ; “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. II, E.T.I., Lettera 78, p. 163.
 
 
[10] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, Letter XXXIV, p. 245. ; “Lettere dei Mahatma ad A.P. Sinnett”, vol. I, E.T.I., Lettera 34, p. 356.
 
[11] “The Friendly Philosopher”, Robert Crosbie, vedi p. 07, metà inferiore.
 
[12] Vedi i primi paragrafi del testo “The Great Paradox”, “Collected Writings of H. P. B.”, volume VIII, TPH, 1990, p. 125. “The Great Paradox” è disponibile al sito www.TheosophyOnline.com e nei suoi siti web associati.
 
[13] “The Voice of the Silence”, H. P. Blavatsky, Theosophy Co., Fragment I, pp. 6-7.
 
[14] “Letters From the Masters of the Wisdom”, trascritte da C. Jinarajadasa, first series, TPH-Adyar, India, sixth printing, 1973, Lettera 20, p. 52.
 
[15] “The Voice of the Silence”, H. P. Blavatsky, Theosophy Co., Fragment III, pp. 52-53.
 
[16] “The Theosophist”, Bombay, volume II, 1880-1881, pubblicato da H. P. Blavatsky, riproduzione facsimile e riedizione di Eastern School Press, 1983 (Wizards Bookshelf), vedi pagina 52.  
 
[17] “The Friendly Philosopher”, Robert Crosbie, vedi p. 07, metà superiore.
 
[18] “Combined Chronology, for use with ‘The Mahatma Letters to A.P. Sinnett’ & ‘The Letters of H. P. Blavatsky to A. P. Sinnett’ ”, by Margareth Conger. Published by Theosophical University Press, Pasadena, California, 1973, 47 pp., vedi pp. 34-35.
 

000000000000

Il testo di cui sopra è pubblicato in lingua Inglese agli indirizzi
www.TheosophyOnline.com, www.Esoteric-Philosophy.com e www.FilosofiaEsoterica.com, sotto il titolo di “Discipleship in the 21st Century” (English).

Traduzione in Italiano a cura di Marco Bufarini. Data di pubblicazione in Italiano: Febbraio 2015.

Sul ruolo del movimento esoterico nel risveglio etico dell’umanità durante il 21° secolo, vedi il libro “The Fire and Light of Theosophical Literature”, di Carlos Cardoso Aveline.



Pubblicato nel 2013 dal The Aquarian Theosophist, il libro ha 255 pagine e può essere acquistato tramite Amazon Books.

Su Facebook, vedi le pagine
The Aquarian Theosophist , E-Theosophy , Teosofia e Italia Teosofica.



Visita sempre
www.ItaliaTeosofica.com , www.Esoteric-Philosophy.com, www.TheosophyOnline.com e www.FilosofiaEsoterica.com .

Per avere accesso ad uno studio quotidiano della teosofia in lingua Inglese, visita la pagina dell’e-gruppo E-Theosophy in YahooGroups e iscriviti direttamente da lì.

Il link all’e-gruppo è -
https://groups.yahoo.com/neo/groups/E-Theosophy/info. Puoi anche scrivere a lutbr@terra.com.br e chiedere informazioni su E-Theosophy.

00000000000000000000000000000000000
Discepolato nel 21 Secolo




© 2017 www.TheosophyOnline.com

Home Our E-group E-Theosophy Links List of Texts in Alphabetical Order