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Commentari ai Gradini Aurei

Osservando Quattordici Idee Che
Riassumono il Sentiero Teosofico



Carlos Cardoso Aveline


 
 
 
 
Ci sono - sparsi in tutto il mondo - studenti esperti di teosofia che hanno dedicato le loro vite intere alla ricerca della verità.

Molti di loro sono dʼopinione che il futuro del movimento teosofico non dipenda dai problemi superficiali come la propaganda, il denaro, o il potere politico. Esso dipende, loro pensano, dallo sforzo silenzioso e di lunga durata di coloro che studiano e acquisiscono prove sul processo del discepolato laico nella letteratura classica, e che provano a vivere come vivono i discepoli della Saggezza Divina, producendo quindi il loro proprio riscontro pratico su questo argomento.

Essi venivano chiamati “I Pochi” da Helena P. Blavatsky. Era per loro che creò nel 1888 una scuola esoterica, il cui unico tempio riconosciuto dovrebbe essere nel cuore di ogni sincero ricercatore della verità.

Lo sforzo (e missione) teosofico punta al futuro dellʼumanità. Ed esso non mira ad avere una grande quantità di credenti o di seguaci. Si occupa invece della qualità del suo lavoro pedagogico, del livello di accuratezza nella sua ricerca e dellʼinsieme di altruismo impersonale presente nelle azioni compiute dai suoi studenti. I “Pochi” fanno la differenza, e la ragione per questo è che solo le operazioni fatte su livelli superiori di coscienza - le operazioni che sono coerenti con tali livelli - possono resistere al tempo e produrre effetti reali nel karma umano. Il compito non consiste nellʼimmatricolare le moltitudini in qualche corporazione religiosa, ma consiste nellʼavere i pochi che sanno cosa stanno facendo per aiutare le moltitudini lungo la via fraterna verso la conoscenza di sé, verso il rispetto di sé e verso la auto-responsabilità.

Lungo questo sentiero, mascherare le illusioni umane è peggio che inutile. Si deve lavorare al livello di una combinazione imperfetta ma efficace di Buddhi (la luce della nostra anima immortale) e Manas, o Mente. Lo sforzo reale si verifica sotto la luce Buddhica, che deriva da Atma, il più alto livello di coscienza di ognuno. Solo le azioni che sono in armonia con la Legge Universale contano davvero. Questo è il segreto dellʼinfluenza permanentemente guaritrice che alcune opere classiche appartenenti alla letteratura Orientale ed Occidentale hanno sulla mente umana.

Lʼesistenza segreta e spesso non percepita dei livelli più alti di coscienza è anche la ragione per cui le opere di H.P. Blavatsky diventano più influenti a mano a mano che il tempo passa.

Un passo fondamentale per gli studenti della filosofia classica consiste quindi nellʼesaminare i livelli di coscienza dove essi principalmente vivono ed operano ora, e nel vedere quanto sono durevoli le azioni intraprese su questi livelli. Le Cause della sofferenza e della felicità si trovano sui regni sottili della vita. La teosofia insegna ai suoi studenti come lavorare per eliminare la Causa di quella sofferenza umana che ora è già inutile; e come mettere in moto le cause che provocheranno la propria liberazione interiore dallʼegoismo e dallʼignoranza.

I Gradini Aurei

I “Gradini Aurei” costituiscono un frammento luminoso ed unico della letteratura teosofica. Consistono di poche righe presenti in una delle Istruzioni che Helena Blavatsky scrisse ai membri della sua Scuola Esoterica. I frammenti riuniscono insieme quattordici gradini che - come pensano alcuni studenti - riassumono lʼintero sentiero teosofico in poche parole.
 
Queste idee sono inseparabili lʼuna dallʼaltra. Non si può praticare una di esse in modo appropriato senza praticare le altre. La loro interazione deve essere compresa. Non cʼè alcun ordine sequenziale prestabilito tra loro. Ogni gradino può essere il primo per noi, o il secondo, in accordo al nostro temperamento, al karma e alle circostanze.

Questi sono i gradini:

1) Una vita pulita,
2) una mente aperta,
3) un cuore puro,
4) un intelletto bramoso,
5) una percezione spirituale scevra di veli,
6) un sentimento fraterno per i propri condiscepoli,
7) una disponibilità nel dare e nel ricevere consigli e istruzioni,
8) un leale senso del dovere verso il maestro,
9) un’obbedienza volontaria agli ordini della verità, una volta che abbiamo fiducia nel maestro e crediamo che sia il depositario di essa;
10) una coraggiosa capacità di sopportare l’ingiustizia personale,
11) un’intrepida dichiarazione di principi,
12) una difesa valorosa di coloro che sono ingiustamente attaccati, e
13) un’attenzione costante verso l’ideale del progresso e della perfezione umani che la scienza segreta (Gupta Vidya) descrive -
14) questi sono i gradini aurei lungo i quali il discente può ascendere fino al Tempio della Saggezza Divina. [1]

Esaminiamo quindi ogni gradino con calma.

1 - UNA VITA PULITA


Qualsiasi idea di una vita pulita implica la possibilità teorica di avere ad un certo punto unʼesistenza impura. Quali sono le impurità o gli sbagli che si dovrebbero evitare per avere una vita pulita?

Le impurità esteriori possono essere innumerevoli. Da un punto di vista occulto o essenziale, esse fanno tutte parte della natura dellʼegoismo, e lʼegoismo deriva dallʼignoranza. Una vita pulita è la vita che inizi ogni mattina appena ti svegli e decidi di dedicare la giornata ad una causa nobile, e al retto vivere.

Una vita pulita non dipende molto dal “fare” qualcosa che è nobile. Essa dipende soprattutto dal “mirare” a qualcosa di altruista e che avrà effetti benefici durevoli. Come si può esprimere questo in termini pratici? È semplice: dove cʼè una volontà nobile, lì ci sarà un sentiero nobile, ed esso si mostrerà a tempo debito.

2 - UNA MENTE APERTA


Cʼè una profonda differenza tra lʼavere una mente aperta – il secondo gradino nei Gradini Aurei – ed accettare qualsiasi cosa ci venga detta. La credulità è lʼopposto dellʼapertura mentale. Lʼapertura verso idee nuove e differenti richiede un esame critico, discernimento, buona volontà e propensione ad imparare.

Questo ci giunge sempre ad un prezzo. Eventi impegnativi, scomodi, sono necessari per distruggere la routine. Essi ci invitano a considerare i fatti da nuovi angoli e da punti di vista che di solito ignoravamo. Una mente aperta è un attributo dellʼindividuo che sa che la vita consiste nellʼimparare, nel rinnovamento di sé, e nellʼauto-responsabilità.

3 - UN CUORE PURO

La purezza di cuore è il terzo gradino. Il cuore non è separato dalla vita, o dalla mente. Tuttavia, un cuore puro include il distacco, poiché la vera unità deve rispettare la libertà.

Il distacco è possibile quando si può sentire il fatto che la vita è un campo illimitato, unificato, e che sia include sia trascende il nostro universo.

Realizziamo perciò che non abbiamo niente da perdere, se guardiamo la vita da una prospettiva più ampia: poiché tutto ciò che meritiamo, sia esso piacevole o no, sarà con noi tutto il tempo - almeno in spirito e nella propria atmosfera sottile - o esso tornerà a noi a tempo debito.

Gli strati più profondi del proprio cuore sono coraggiosi e non anelano a questo o a quellʼobiettivo isolato. Il desiderio personale è solito essere la sorgente principale della paura. Il cuore negli esseri umani corrisponde al sole nel nostro sistema solare. Lʼenergia settenaria del Sole è ovunque su ognuno dei nostri pianeti, proprio come lʼenergia settenaria del Cuore è dovunque nel proprio corpo fisico, nelle proprie emozioni, pensieri, ed azioni.

Una conoscenza sulla relazione tra il proprio cuore e il Sole - il microcosmo e il macrocosmo - è la chiave per comprendere lʼunità della vita.

4 - UN INTELLETTO BRAMOSO


I dizionari dicono che “bramoso” significa “fremente per il desiderio” di qualcosa; ansioso o avido per qualcosa; caratterizzato da, o sentire unʼaspettativa e un grande desiderio. Un intelletto bramoso ha la natura ardente del Fuoco. È in relazione con unʼintelligenza intensa e interrogativa che pone la verità sopra il comfort personale.

Qualcuno che ha una vita pulita, una mente aperta ed un cuore puro desidera conoscere i fatti dellʼesistenza umana. Un intelletto bramoso è buddhi-manasico. La sua energia giunge dallʼanima. Esso risponde agli impulsi la cui origine risiede nellʼanima immortale. La sua coscienza spirituale è cieca alle illusioni della separatezza, ma ha una visione critica della vita e provoca cambiamenti.

Un tale individuo desidera pace e saggezza per gli altri più che a se stesso. Un intelletto bramoso è in relazione con la Compassione. Lʼindividuo che ha un intelletto bramoso può avere il dovere di innovare radicalmente la cultura e il karma intorno a lui, e combattere lʼingiustizia. H.P. Blavatsky, Pitagora, Confucio, G. Bruno, M. K. Gandhi, Albert Einstein ed altri hanno fatto così per più degli ultimi 2500 anni.

I misticismi che negano lʼimportanza dellʼintelletto o che etichettano la ragione come “anti-spirituale” sono spesso sotto lʼinfluenza di strutture di potere che non reggono un esame critico.

Una mente aperta ha bisogno di un intelletto bramoso per cercare la verità essenziale in ogni campo della conoscenza. Da ciò, si sviluppa un discernimento che consente di identificarsi con ciò che è essenziale e sceglierlo, lasciando nel frattempo da parte qualsiasi cosa che è insignificante o nociva per la vita. Così il proprio cuore rimane puro.

5 - UNA PERCEZIONE SPIRITUALE SCEVRA DI VELI


“Una percezione spirituale scevra di veli” non è “una percezione di sole cose spirituali”. È la vista e la comprensione spirituali sia della saggezza sia della ristrettezza mentale; sia della felicità sia della miseria; sia del piacere sia del dolore; sia del discernimento sia dellʼillusione. Tutti gli aspetti della vita celestiale e terrestre sono inclusi nella visione aperta di colui che ha una percezione spirituale. [2]

Una visione del mondo teosofica non nega alcuna delle sue dimensioni. Con essa il ricercatore della verità trascende tutti i fattori isolati dopo aver compreso il mistero dellʼunità della vita e imparato altre lezioni necessarie.

Un fattore centrale nellʼavere una percezione spirituale risiede nei nostri moventi. La volontà organizza la visione della vita dellʼindividuo. Una percezione scevra di veli è il risultato dellʼatto di dedicare la propria vita a nobili obiettivi, con distacco da ogni forma esteriore.

6 - UN SENTIMENTO FRATERNO PER I PROPRI CONDISCEPOLI


Lʼamicizia tra compagni pellegrini è basata sulla comune ricerca della verità. [3]

La complicità, tuttavia, non è fratellanza. I complici non sono fratelli. Essi possono contraffare la fratellanza - persino a loro stessi - con la natura egoista della loro associazione. Un tale imbroglio non cambia i fatti, o il karma. La fratellanza altruistica è la meta. Essa costituisce una lezione cardinale in filosofia, ed arreca la probazione.

Le relazioni umane non possono essere date per certe: esse si verificano sotto il fuoco karmico di una prova continua. Essere fraterni è il nostro dovere: ciò non dà a noi alcun diritto per esigere qualcosa dagli altri.

Il ricercatore della verità deve essere un pioniero. Nella prima metà del 21° secolo, coloro che cercano la verità non sono innumerevoli. Sono i Pochi che fanno la differenza: essi trasformano il karma della nostra umanità sfidando lʼIgnoranza Organizzata ed aprendo la strada da percorrere.

La frase “un sentimento fraterno per i propri condiscepoli” è un riferimento al processo sempre creativo della comunione e dellʼaiuto reciproco tra i Pochi.

7 - UNA DISPONIBILITÀ NEL DARE E NEL RICEVERE CONSIGLI ED ISTRUZIONI

Lʼaiuto reciproco tra condiscepoli è il risultato naturale del fatto che gli studenti hanno una meta comune. Tuttavia, dare e ricevere istruzioni non è sempre facile e semplice. Il miglior modo per aiutare un collega lungo il cammino – ed ognuno è potenzialmente un collega – consiste nellʼascoltarlo e nel porre le giuste domande, aiutandolo ad esprimere ed organizzare i suoi propri sentimenti ed idee. La pratica di ascoltare completamente le persone richiede il silenziamento del chiacchiericcio con se stessi. Lʼabilità di dare e ricevere consigli ed istruzioni è in relazione agli stati meditativi della mente e dellʼanima, ed implica distacco.

La volontà di ascoltare lʼaltro in profondità è importante se vogliamo ricevere aiuto. Tuttavia cʼè un paradosso: per ascoltare un altro, si deve anche conoscere come ascoltare la voce silente della propria anima.

A nessuno dovrebbe essere detto “cosa pensare” o “cosa fare”. Le persone possono essere aiutate a pensare da se stesse e ad agire secondo il loro discernimento. La meta non è una “azione perfetta”. Lʼindividuo dovrebbe mirare ad unʼazione che è fortemente connessa con la sua coscienza. Una volta garantito questo, egli sarà in grado di imparare dai suoi sbagli.

Lʼaiuto reciproco deve preservare lʼindipendenza: come imparare le lezioni dalla vita è unʼarte in sé. Unʼaspirazione per il superiore, unʼabilità di identificare le opportunità, e la possibilità di fare le scelte giuste; queste tre in fondo sono un bene, ed esse ci accompagnano per tutta la vita.

8 - UN LEALE SENSO DEL DOVERE VERSO IL MAESTRO

Nellʼottavo gradino, per “maestro” si deve intendere la Sorgente del proprio apprendimento e della propria conoscenza, qualunque essa sia. “I sermoni posso essere fatti persino attraverso le pietre”, secondo un Maestro della Saggezza. [4]

Lʼ “Insegnante” è la vita stessa, o si può dire che Egli parla attraverso tutti gli eventi della vita.

Personalizzare un insegnante equivale a non avere alcun vero Insegnante. In teosofia, le lezioni scorrono sopra il livello delle parole. Le frasi dette o scritte non sono altro che i veicoli e gli strumenti esteriori dellʼinsegnamento. I veri Maestri, e condiscepoli, operano su un livello più silenzioso.

In termini pratici, lʼInsegnante è il proprio sé superiore. Ad Esso dobbiamo rispetto. È nostro dovere ascoltare “Esso”, ed agire di conseguenza. Il sé superiore o lʼanima immortale diventa esso stesso un vero discepolo di un Maestro della Saggezza se, e fino a che, siamo leali discepoli verso lʼInsegnante Interno che parla attraverso la voce silenziosa della nostra coscienza.

Il proprio dovere verso lʼinsegnante include un sentimento di gratitudine per tutti i grandi saggi che hanno aiutato lʼumanità da tempo immemorabile. Ogni studente di filosofia deve molto alle grandi anime conosciute come Pitagora, Krishna, Patanjali, Confucio, Buddha, Shankara - e a migliaia di Esseri Illuminati i cui insegnamenti e opere hanno reso la nostra umanità possibile e il nostro apprendimento presente più semplice.

Il discernimento, lʼauto-responsabilità e la gratitudine verso il proprio Insegnante costituiscono tre qualificazioni centrali nella ricerca della saggezza universale.

9 - UNʼOBBEDIENZA VOLONTARIA AGLI ORDINI DELLA VERITÀ

Gli “ordini” sono comandi autorevoli. La voce del dovere e della verità interiore suona come il consiglio di un rispettato insegnante nella coscienza di qualche ricercatore della verità.

Altri, tuttavia, sono ancora prigionieri di vari ordini di doveri familiari e sociali e di abitudini del sé inferiore. Tali “doveri” sono perciò usati come scuse subconscie per il loro attaccamento personale ad abitudini non necessarie ai livelli mentale, emozionale e fisico. Tra gli ordini della verità che ascoltiamo, e il contenuto medio delle nostre azioni, ci sono vari spessi strati di Abitudine e di Routine. Una volontà forte aiuta a distruggere i muri dellʼignoranza che impediscono allʼAnima di risvegliarsi completamente. La volontà spirituale emerge non appena si guarda fermamente alla Meta davanti e si ha fiducia nellʼInsegnante. E lʼinsegnante è il proprio più profondo, più alto Sé.

A questo punto, il carattere illusorio di fattori minori nella propria vita si fa chiaro. I nostri moventi personali vengono privati delle radici; troviamo riposo solo nella percezione della realtà universale, poiché essa è eterna ed in essa troviamo la vita. Non appena questo si verifica, il nostro sé inferiore diventa un guerriero. Esso non cerca alcun comfort, e rimane leale alla voce del silenzio e agli ordini della verità, a cui esso presta ascolto nel territorio superiore della gioia interiore.

10 - UNA CORAGGIOSA CAPACITÀ DI SOPPORTARE LʼINGIUSTIZIA PERSONALE


In filosofia, tutti i pensieri e i sentimenti di natura personale devono essere guardati dal punto di vista delle proprie potenzialità più alte. Il livello inferiore della vita umana è probatorio. Non deve essere preso troppo seriamente salvo come fonte di lezioni. Nel suo ingannevole campo, la giustizia, o lʼequità, è la meta principale.

La forza interiore scaturisce dallʼaffrontare coraggiosamente le difficoltà personali. Il sentire che siamo ingiustamente attaccati crea unʼoccasione per osservare il processo dellʼegoistica auto-difesa emozionale dentro di sé. I meccanismi egoistici sono le illusioni dellʼignoranza. Essi causano movimenti di mareggiamento nel nostro mondo interiore; essi non sono noi stessi, in alcun modo. Noi siamo gli osservatori. Noi siamo molto più ampi di qualsiasi movimento particolare o stato di mente nelle nostre anime.

Le nostre stesse buone azioni sono più importanti delle ingiustizie che possiamo soffrire. La cosa corretta da fare è concentrarsi nella buona azione, e perseverare. Lʼingiustizia personale contro di noi è mayavica, o illusoria, come molti eventi che hanno luogo ad un livello personale.

Uno può avere il dovere di difendere se stesso a volte. Si deve anche osservare le proprie azioni e vedere quali di esse sono giuste, quali sono errate. Si può decidere ripetutamente di migliorarle tutte, dentro le nostre possibilità.

11 - UNʼINTREPIDA DICHIARAZIONE DI PRINCIPI

Dal momento che agisci su principi filosofici ed etici, e non in base allʼegoismo, la tua logica è differente dalla logica del mondo; devi rendere i tuoi principi visibili, affinché le tue azioni siano comprese.

Una tale dichiarazione di principi deve essere intrepida perché i principi filosofici e teosofici sono segretamente – e a volte apertamente - “eretici” in una società ampiamente dominata da considerazioni a breve termine, dal desiderio personale e da impulsi egotistici. Il fatto che questi moventi ciechi siano spesso travestiti e presentati come spirituali rende la propria testimonianza persino più necessaria, ed in alcuni casi difficile da comprendere.

Il silenzio e la dichiarazione di principi possono essere uniti. Lʼazione senza parole è una forma eloquente del parlare e un modo sincero di esprimere se stessi e la propria filosofia.

Lʼintrepida dichiarazione di principi deve esprimere ciò che già viviamo - anche se in modo imperfetto - e non quello che una volta abbiamo letto e adottato solo a parole. È il risultato naturale di una vita pulita, di una mente aperta e di un cuore puro, tra gli altri fattori.

12 - UNA DIFESA VALOROSA DI COLORO CHE SONO INGIUSTAMENTE ATTACCATI

Non può esservi alcun merito reale in filosofia senza un senso di giustizia e senza unʼattiva solidarietà riguardo coloro che sono attaccati sconsideratamente.

La fratellanza include più dellʼatto di prendere il tè con i biscotti. Mentre il tè è spesso benvenuto negli incontri teosofici, esso non può eliminare il bisogno di etica. Lo sforzo teosofico può vivere solamente sotto le prove e le probazioni. Se non ci fossero prove, esso non sarebbe vivo. Di conseguenza, si deve stare in guardia dalla troppa tranquillità.

La frase “una difesa valorosa di coloro che sono ingiustamente attaccati” significa che la difesa non dovrebbe essere cieca. Un equilibrio ed un discernimento imparziali sono necessari. Una volta che si è determinato con calma che un attacco è ingiusto, un sacrificio volenteroso è lʼopzione e lʼazione compassionevole deve seguire. Non è nostro dovere difendere noi stessi: si deve difendere gli altri.

La giustizia, la veridicità ed il sacrificio di sé sono tra le principali fondamenta in una associazione fraterna. In teosofia, viene fatto uso delle tre di esse con una forte determinazione e sotto un fuoco karmico che provoca cambiamenti alchemici. Condividere tè e biscotti è buono: esso deve esprimere un profondo sentimento di comunione e di aiuto reciproco.

13 - UN’ATTENZIONE COSTANTE VERSO L’IDEALE DEL PROGRESSO E DELLA PERFEZIONE UMANI CHE LA SCIENZA SEGRETA (GUPTA VIDYA) DESCRIVE


Considerare un Ideale, certamente, non è abbastanza.

Vedere gli errori è importante, e il discernimento tra giusto e sbagliato, essenziale. Tuttavia, questo può essere fatto solamente se si ha una meta chiara e divina da cui guardare la vita.

Per essere efficaci riguardo qualsiasi problema particolare nella propria esistenza, si deve avere una visione salutare del futuro. Possiamo solamente agire in un modo corretto se abbiamo una chiara visione della meta di fronte. Unʼattenzione costante verso lʼideale della perfezione umana abilita gli studenti ad essere guidati dalla percezione di un futuro distante e luminoso.

I tempi avvenire sono ora presenti e vivi nella forma di potenzialità occulte; essi irradiano unʼinfluenza che può essere vista e sentita. E uno può espandere la conoscenza sugli aspetti essenziali del passato e del futuro attraverso lo studio della legge dei cicli. Il Passato, il Presente e il Futuro sono tre aspetti della stessa Ruota del Tempo sacra.

Il momento presente è la Pagina Aperta dove uno scrive il suo futuro con le sue proprie azioni. Uno deve conoscere cosa scrivere. I contenuti di questo testo sacro sono dati dalla visione della meta futura, lʼideale della perfezione umana.

14 - … QUESTI SONO I GRADINI AUREI LUNGO I QUALI IL DISCENTE PUÒ ASCENDERE FINO AL TEMPIO DELLA SAGGEZZA DIVINA

Il quattordicesimo gradino dei Gradini Aurei della filosofia esoterica chiude il frammento menzionando il Tempio della Saggezza, che è ubicato principalmente nel proprio cuore e coscienza.

Lʼimmagine della scalata dei gradini simbolizza il trasferimento del fuoco della coscienza dal sé inferiore allʼanima immortale.

“Voi sapete che siete il tempio?”, chiede 1 Corinzi, 3,16.

E davvero, il sentiero teosofico esiste lungo la Scala di Giacobbe (Genesi), o Antahkarana. Questi sono i Gradini Aurei o il ponte che connette la coscienza terrestre alla consapevolezza divina e celestiale, nella nostra anima.


NOTE:

[1] “The Collected Writings of H.P. Blavatsky”, TPH, volume XII, p. 503.

[2] Vedi lʼarticolo “All life is Good”, di Carlos Cardoso Aveline. È disponibile ai siti web
www.TheosophyOnline.com , www.Esoteric-Philosophy.com e loro siti web associati.

[3] Sullʼargomento della fratellanza tra condiscepoli, vedi i testi “Imparare da Ogni Singolo Evento”, di Helena P. Blavatsky, e “One for All and All for One”, di Carlos Cardoso Aveline. Entrambi gli articoli possono essere trovati al sito
www.TheosophyOnline.com e siti web associati.

[4] “Letters from the Masters of the Wisdom”, Lettera II a L.C. Holloway, First Series, TPH, 1973, p. 150.

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Il testo di cui sopra venne inizialmente pubblicato dal “The Aquarian Theosophist” nella sua edizione del mese di Novembre 2013. Traduzione in Italiano a cura di Marco Bufarini. Data di pubblicazione in Italiano: Agosto 2014

Sul ruolo del movimento esoterico nel risveglio etico dellʼumanità, vedi il libro “The Fire and Light of Theosophical Literature”, di Carlos Cardoso Aveline.



Pubblicato nel 2013 dal The Aquarian Theosophist, il volume ha 255 pagine e può essere acquistato tramite Amazon Books.

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Commentari ai Gradini Aurei




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