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Una Profezia sulla Chiesa Romana

Come un Episodio Della Vita di Apollonio
di Tiana Può Illustrare il Destino del Vaticano


Carlos Cardoso Aveline





Il Vaticano




“Ricordate che la somma della miseria
 umana non verrà mai diminuita
fino a quel giorno in cui la parte
migliore dellʼumanità distruggerà nel
nome della Verità, della moralità, e della
carità universale, gli altari dei propri falsi dèi.”


(Un Mahatma dellʼHimalaya)



Helena P. Blavatsky – la fondatrice del movimento teosofico – fece una profezia riguardo alla Chiesa Cattolica. La profezia era anche un augurio, una speranza – forse un voto.

Mentre discuteva il rapporto della filosofia esoterica verso le chiese Occidentali, H.P.B. scrisse nel 1888:

“Verrà un giorno in cui lʼEsoterismo Orientale renderà lo stesso servizio allʼEuropa Cristiana come quello che Apollonio di Tiana rese al suo discepolo Menippo presso Corinto. La bacchetta magica dorata verrà tesa verso la Chiesa di Roma, e il demone che ha vampirizzato i popoli civilizzati a partire dai tempi di Costantino riprenderà la sua forma spettrale, demoniaca di incubo e succubo. Così sia! Om mani padme hum! H.P. Blavatsky.” [1]

Unʼimmagine vigorosa, davvero, che riguarda il futuro del Cattolicesimo. E forse un impegno da considerare e da mettere in pratica nel momento adatto dal settore “Orientale” del movimento esoterico. In poche parole, H.P.B. ha detto molto. Tuttavia, il problema è piuttosto misterioso e complesso e la “profezia” dà solo un indizio. Cosʼaltro, quindi, si potrebbe sapere sui fatti menzionati da H.P.B.?

Lʼepisodio di Corinto a cui Blavatsky si riferisce è narrato nel Libro IV, capo XXV della “Vita di Apollonio di Tiana”, di Filostrato.

Menippo di Licia aveva venticinque anni dʼetà.

Filostrato scrive che “la gente pensava che di questo Menippo fosse innamorata una donna straniera; questa era bella ed elegante, e affermava di essere ricca: ma nulla di ciò era vero, si trattava soltanto di apparenza.”

Riferendosi a Menippo, Filostrato continua:

“Infatti un giorno, mentre il giovane camminava solo sulla via verso Chencre, si era imbattuto in lui uno spettro: questo, assunto la forma di una donna, gli prese la mano affermando di amarlo già da tempo, di essere fenicia e di abitare in un sobborgo di Corinto, di cui gli disse il nome. ʻSe verrai questa seraʼ soggiunse ʻio canterò per te, e berrai vino quale non hai mai assaggiato: nessun rivale ti disturberà, e vivremo lʼuna per lʼaltro, belli entrambi come siamoʼ. Sedotto da queste parole il giovane, che era incline ai piaceri amorosi pure attendendo con rigore a ogni altro aspetto della filosofia, si recò quella sera dalla donna; e continuava poi a frequentare la sua casa considerandola la propria amante, senza comprendere che era un fantasma.”

Il racconto prosegue:

“A guisa di uno scultore, Apollonio osservava Menippo tracciandone il ritratto, e lo studiava: quando lʼebbe compreso a fondo, ʻTu inveroʼ gli disse ʻsei un bel giovane, e le belle donne ti cercano: ma accarezzi un serpente, e un serpente accarezza teʼ. Menippo era stupefatto; ed egli continuò: ʻTu non puoi sposare la tua donna. E che? Credi forse che essa ti ami?ʼ. ʻCerto, per Zeus,ʼ ribatté il giovane ʻpoiché si comporta con me come una donna innamorataʼ. ʻE tu la sposeresti?ʼ. ʻDeve certo essere bello sposare chi ci amaʼ. ʻA quando le nozze?ʼ gli chiese allora il sapiente; e quello ʻPresto, fors’anche domaniʼ. Apollonio attese dunque lʼoccasione del banchetto nuziale, e accostandosi ai convitati che erano appena giunti: ʻDovʼè la donna gentile,ʼ chiese ʻche vi ha invitato?ʼ. ʻQuiʼ rispose Menippo, e si alzò arrossendo in volto. ʻE a chi di voi appartengono lʼoro e lʼargento e tutti gli splendidi oggetti, di cui è adorna la sala?ʼ. ʻSono della donna,ʼ rispose il giovane ʻpoiché io non possiedo che questoʼ, e così dicendo indicava il suo mantelletto di filosofo.”

Filostrato conclude la sua descrizione così:

“Riprese allora Apollonio: ʻConoscete i giardini di Tantalo, che ci sono pur senza esistere?ʼ. ʻSì, dai racconti di Omero,ʼ risposero ʻdato che non siamo mai discesi nellʼAdeʼ. ʻDi tal genere fate conto che sia anche tutto questo fasto,ʼ disse Apollonio ʻperché non è realtà, bensì apparenza di realtà. E affinché comprendiate ciò che dico, questʼottima sposa è un vampiro, come quelli che la gente chiama fantasmi e streghe. Questi esseri sʼinnamorano, e il loro amore è rivolto ai piaceri del sesso, ma soprattutto alla carne umana: e con quei piaceri allettano coloro che essi vogliono divorareʼ. La donna diceva ʻTaci, e vatteneʼ, pretendeva di essere disgustata a questi discorsi, e derideva i filosofi e le loro vuote ciance. Ma quando i boccali dʼoro e ciò che aveva parvenza dʼargento risultò non essere altro che aria, e tutto svanì alla vista, e i coppieri, i cuochi e tutta la servitù scomparvero agli scongiuri di Apollonio, lo spettro fingeva di piangere: pregava di non torturarlo e di non costringerlo a rivelare chi fosse. Poiché quello insisteva e non lo lasciava libero, ammise di essere un vampiro, e di saziare Menippo di piaceri per poi divorarne il corpo. Era infatti sua abitudine cibarsi di corpi belli e giovani, poiché il loro sangue è più puro.” [2]

Questa è la storia narrata da Filostrato.

Secondo Helena Blavatsky, la “bella” Chiesa di Roma è come la “donna” in questa storia; e lʼesoterismo Orientale deve svolgere il ruolo di Apollonio. Il Vaticano è “il demone che ha vampirizzato i popoli civilizzati dal tempo di Costantino”. Nellʼoccasione giusta esso “riprenderà la sua forma spettrale, demoniaca di incubo e succubo.”

È anche utile meditare sul fatto che H.P.B. termina la sua “profezia” con parole forti ed un importante, potente mantra Orientale:

“Così sia! Om mani padme hum!”

Profezie Simili nella Teosofia Classica

Questa non fu lʼunica occasione in cui venne fatta la stessa profezia. Può essere espressa a parole in vari modi, e non si applica esclusivamente al Vaticano.

H. P. Blavatsky fece unʼaffermazione simile nel suo saggio “The Beacon of the Unknown”, 1889. Mentre discuteva gli sforzi della Cristianità sacerdotalmente centrata per dominare le menti dei cittadini di tutte le nazioni tramite lʼuso di unʼintensa credenza cieca nellʼidea prodotta dalla Chiesa di un Dio personale, lei annunciò:

“La Chiesa, a meno che non ritiri la sua pesante mano, che pesa come un incubo sui cuori oppressi di milioni di credenti nolens volens,[3] e la cui ragione rimane paralizzata nella morsa della superstizione, la Chiesa ritualistica è condannata a cedere il suo posto alla religione e – a morire. Presto dovrà scegliere. Poiché, non appena le persone divengono illuminate sulla verità che essa nasconde con così tanta cura, si verificherà una cosa su due: la Chiesa o morirà per mezzo delle persone; oppure, se le masse vengono lasciate nellʼignoranza e nella schiavitù alla lettera morta, essa morirà con le persone. I servitori della Verità eterna, che è stata resa da loro uno scoiattolo che corre intorno ad una ruota ecclesiastica, si mostreranno sufficientemente altruistici da scegliere la prima di queste necessità alternative? Chi lo sa?” [4]

La Fine della Superstizione Organizzata

Unʼaltra profezia venne fatta da un Maestro della Saggezza riguardo la fine inevitabile di varie religioni convenzionali basate sulla credenza cieca.

Nella famosa “Lettera 10” delle “Lettere dei Mahatma”, un Maestro Orientale scrisse:

“Per duemila anni lʼIndia gemette sotto il peso della casta, solo i Brahmini si nutrivano della terra grassa, ed al giorno dʼoggi i seguaci di Cristo e quelli di Maometto si tagliano la gola a vicenda nei nomi e per la maggiore gloria dei loro rispettivi miti.”

A questo punto rivelò la profezia:

“Ricordate che la somma della miseria umana non verrà mai diminuita fino a quel giorno in cui la parte migliore dellʼumanità distruggerà nel nome della Verità, della moralità, e della carità universale, gli altari dei propri falsi dèi.” [5]

La Profezia Drusa

Il 10 Aprile 1878, H. P. B. in una lettera indirizzata al Sig. Peary Chand Mittra scrisse:

“Appartengo alla setta segreta dei Drusi del Monte Libano...” [6]

Nelle “Lettere dei Mahatma”, possiamo vedere che ci sono Drusi Iniziati o “Fratelli” che lavorano in stretta cooperazione con i Maestri Orientali della Saggezza. [7]

Prendendo questo in considerazione, sarà interessante leggere il racconto di una profezia Drusa riguardo “la fine del mondo attuale” che è citata da H. P. B. nel suo articolo “Lama e Drusi”. La profezia è riprodotta nelle parole di Laurence Oliphant, e non deve essere presa troppo letteralmente.

Lʼ “esercito dallʼOriente” non è un convenzionale esercito militare, ma un gruppo di guerrieri della mente o “amici della Verità” che sono in armonia con la Mente Universale e il cui scopo è di aiutare lʼevoluzione umana, liberandola dalla superstizione.

Lʼ “Ovest della Cina” include lʼHimalaya e la regione dove molti Adepti vivono. Parte del deserto del Gobi si trova nellʼOvest della Cina e della Mongolia. I “Cinesi Unitariani” designano coloro che vedono lʼUnità della Vita e della Saggezza e le cui anime hanno una connessione con gli insegnamenti dati dai Mahatma dellʼHimalaya.

La profezia dice:

“Si presume che le anime di tutti i pii Drusi occuperanno in grande numero certe città nellʼovest della Cina. La fine del mondo si distinguerà dallʼavvicinarsi di un imponente esercito dallʼOriente contro i poteri contendenti dellʼIslam e della Cristianità. Questo esercito sarà sotto il comando della Mente Universale e consisterà di milioni di Cinesi Unitariani. Ad esso Cristiani e Maomettani si arrenderanno e gli marceranno davanti verso la Mecca. El Hakim allora apparirà; al suo comando la Kaaba sarà demolita per mezzo del fuoco dal Cielo...” [8]

“El Hakim” è un maestro del mondo, o più precisamente un Insegnamento Mondiale; la “fine del mondo” significa la graduale fine della visione materialistica del mondo e della sua relativa civiltà. “Fuoco dal Cielo” significa “insegnamenti divini” e “lezioni sacre”: la verità brucia lʼignoranza.

Cʼè unʼaltra antica profezia dei Drusi che sembra riferirsi al pericolo creato dalle moderne armi nucleari, se presa letteralmente ed applicata al nostro tempo a breve termine. I numeri menzionati in essa sono allegorici e si riferiscono alla natura contraddittoria della mente e del karma umani.

HPB scrive:

“Quando il bene e il male, essi dicono, arriveranno ad un equilibrio nella bilancia delle azioni umane (ora il male è di gran lunga il più pesante), allora il respiro della ʻSaggezzaʼ annichilirà in un battito di ciglio precisamente 666.000.000 di esseri umani. I 666.000.000 sopravvissuti avranno la ʻSuprema Saggezzaʼ incarnata in loro.” [9]

In realtà, questa seconda profezia si applica al distante futuro, quando avrà inizio il Deva Yuga, come chiarisce HPB in una nota a piè di pagina.

Tuttavia, è un fatto che cicli più piccoli preparano ed anticipano quelli più grandi, e il microcosmo ha sempre una risonanza con il macrocosmo, nel tempo come nello spazio.

HPB dice che la formulazione della profezia è probabilmente allegorica. Se applicata alla vittoria della Verità, che lei stessa anticipa al 21° secolo [10], la profezia può riferirsi allʼimmediata distruzione dellʼignoranza nelle menti e nei cuori di milioni di esseri umani.

I Teosofi e i cittadini di buona volontà hanno lʼonore e il privilegio di lavorare affinché questo si verifichi, aiutando così a prevenire unʼindicibile quantità di dolore non necessario.


NOTE:

[1] “Collected Writings”, Helena P. Blavatsky, Theosophical Publishing House, volume IX, p. 387, nota a piè di pagina.

[2] “Vita di Apollonio di Tiana”, Filostrato, Adelphi Edizioni, luglio 2006. Vedi volume I, Libro IV, pp. 199-201. Vedi anche “The Life of Apollonius of Tyana”, Flavius Philostratus, con una Traduzione Inglese di F.C. Conybeare, in due volumi, Harvard University Press, MCMXLVIII, The Loeb Classical Library. Stampato in Gran Bretagna. Vedi volume I, Libro IV, pp. 403-409.

[3] Nolens volens: unʼespressione Latina il cui significato è “volendo o non volendo”.

[4] Parte III del saggio “The Beacon of the Unknown”, in “The Collected Writings of H. P. Blavatsky”, TPH, USA, volume XI, p. 262.

[5] Questa frase è stata tradotta direttamente da “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, TUP, Pasadena, CA, Lettera X, p. 58. Nellʼedizione Cronologica di “The Mahatma Letters”, TPH, Philippines, 1993, vedere Lettera 88, p. 275. Il lettore troverà un’altra traduzione italiana nel libro “Lettere dei Mahatma ad A. P. Sinnett”, ETI, Vicenza, Italia, Volume primo, Lettera X, p. 105.

[6] “The Theosophist”, Adyar, Novembre 1965, p. 86. Il messaggio venne pubblicato sotto il titolo “Unpublished Letters of the Founders”.

[7] “The Mahatma Letters to A. P. Sinnett”, TUP, Pasadena, p. 116, Lettera XVI, in uno dei suoi paragrafi finali. Oppure vedere “Lettere dei Mahatma ad A. P. Sinnett”, ETI, Vicenza, Italia, Volume primo, Lettera XVI, p. 182, in uno dei suoi paragrafi finali.

[8] H. P. Blavatsky, cita le parole di L. Oliphant nel suo articolo “Lama e Drusi”. Lʼarticolo è incluso nel volume “A Modern Panarion”, di H. P. Blavatsky, Theosophy Co., Los Angeles, vedere p. 375.

[9] “A Modern Panarion”, di H. P. Blavatsky, Theosophy Co., Los Angeles, vedere p. 383.

[10] “Collected Writings” di H. P. Blavatsky, TPH, USA, volume XIV, p. 27. Vedere anche le frasi finali nel suo libro “La Chiave della Teosofia”, Astrolabio, Roma, Italia.

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Titolo originale dell’articolo di cui sopra: “A Prophecy on the Roman Church”.

Leggi gli articoli “Occult Roots of Religious Violence”, “The Center of Pascalʼs Sphere”, “Meditation on the Awakening of Mankind” e “Meditating on Peace in the Middle East”, di Carlos Cardoso Aveline.

Gli articoli sopra si possono trovare nella List of Texts in Alphabetical Order in
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Negli stessi siti web, i lettori sono invitati ad esaminare i testi “The Tree of Universal Brotherhood”, di Helena Blavatsky, e “Pascalʼs Sphere”, di Jorge Luis Borges.

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Traduzione Italiana a cura di Marco Bufarini. Data di pubblicazione in Italiano: Marzo 2014.

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Una Profezia sulla Chiesa Romana




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